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HO FATTO UN SOGNO

ilsecolo-050914Un fatto un sogno.
Ho sognato di vivere in un paese dove funziona tutto. Un paese dove i treni partono e arrivano in orario. Un paese dove le scuole insegnano e non crollano. Un paese dove se ho bisogno di un esame in un qualche ospedale mi danno un appuntamento prima che io abbia reso l’anima al Creatore. Un paese dalle strade e dalle piazze pulite, dai parchi ove cresce l’erba e dove fioriscono piante dai profumi delicati e con fiori dai colori sgargianti, e non cartacce sporche, lattine vuote e siringhe infette. Un paese capace di dare speranza e garantire futuro.
Ho sognato di vivere in un paese dove c’è lavoro per tutti, e dove se vuoi lavorare non devi raccomandare anima, corpo e futuri guadagni al capetto mafioso di turno. Un paese nel quale tutti – e dico tutti! – coloro che escono di casa la mattina per andare a lavorare sono sicuri di tornare la sera, senza lasciare se stessi, il loro futuro e le loro speranze spiaccicati su qualche tavolaccio di cemento o sull’asfalto.
Ho sognato di vivere in un paese in cui il popolo comanda e i politici obbediscono, in cui nessun movimento politico, a destra come a sinistra, bestemmia le parole “libertà” e “democrazia”, ma si mostra, nelle parole, nei fatti, nei programmi, nella prassi politica, nelle decisioni e nelle realizzazioni, profondamente ed assolutamente rispettoso dei concetti e dei diritti che tali parole esprimono, e per difendere i quali altre persone, altri cittadini, in altri tempi, e negli stessi luoghi, hanno deciso deliberatamente di rischiare la propria vita, spesso perdendola. Un paese nel quale non esista alcuna casta inutile, bugiarda e arraffona che insulta la memoria e l’onore dei padri affamando e tiranneggiano i figli.
Ho sognato un paese in cui tutti pagano le tasse, e tutti pagano pochissimo. In cui nessuno fa il figlio della gallina bianca, e in cui tutti danno e hanno il giusto, senza prelievi forzosi, solidarietà false e pecorecce, blocchi salariali, furti statali ripetuti e crisi varie in cui a pagare – sempre di più – sono sempre gli stessi, e ad ingrassare – sempre di più – sono sempre gli stessi ignobili, arroganti, ignoranti e squallidi pelandroni.
Ho fatto un sogno.
Ho sognato un paese, e non era l’Italia.
Poi mi sono svegliato. Ed ero in Italia.

IlSecoloXIX   –   5 Settembre 2014

 

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