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SEI DI GENOVA SE …

ilsecolo-240914Sei di Genova se… se non è facile dire perché sei di Genova; se il colore della pelle, o la religione, o la provenienza di chi ti sta davanti non ti interessano; se hai un grande passato e sei figlio di una grande cultura e ti sei dimenticato sia l’uno che l’altra; se ti accontenti di essere cittadino di un paesaccio morto dentro e marcio fuori e che ti ha rubato l’indipendenza, il passato, il futuro e la dignità; se per te maniman; se per te “Ma se che penso” non è una canzone, ma una filosofia di vita; se vivi, con il corpo o con il cuore, in una città che è figlia tua e di cui ti vergogni come se fosse una prostituta, senza accorgerti mai – ma proprio mai – che è invece una Regina; se quando pensi alle altre città, alle altre culture, alle altre lingue, pensi che l’erba del vicino sia sempre quella più verde, senza mai – ma proprio mai – accorgerti di vivere in un giardino lussureggiante; se per te il senso di colpa fa parte della vita, come se essere figli e discendenti di una tradizione senza eguali nel Mondo e nella Storia fosse un peccato irredimibile; se per te Genova vuol dire Genoa o Sampdoria e sei così ottuso da non vedere il resto; se sei così cieco da credere che l’Acquario sia l’unica cosa interessante da vedere a Genova; se sei così sprovveduto da non accorgerti di quello che sei, o così folle da ignorarlo. Sei di Genova se diventi verde quando stai una settimana senza trenette al pesto o se pensi che Pasqua sia stata inventata per poter cucinare la torta pasqualina; se lasceresti qualunque cosa, tradiresti qualunque amico, perderesti qualunque fortuna, per un piatto di minestrone come dici tu; se nascondi un generoso cuore d’oro dietro una facciata di pietra e di scontrevolezza, affrescata con abbondanti pennellate di avarizia; se sei sempre stato fiero di appartenere ad una schiatta di “uomini diversi d’ogni costume e pien d’ogni magagna”. Sei di Genova se per te le Colonne d’Ercole d’ogni tipo non sono un confine, ma una sfida e uno stimolo per affrontare l’alba del domani. Sei di Genova se per te l’unica strada degna di essere percorsa è una “Creuza de mä”, e se per te l’unica stanza in cui val la pena vivere è quella che ha per tetto l’immensità del cielo e per pareti alberi infiniti; se, come i tuoi avi, vivi sotto un cielo senza stelle, ammiri un mare senza pesci, ami donne senza vergogna, ti nutri di bellezza senza fine. O, forse, la verità è più semplice. Semplice come una piccola grande parola. Sei di Genova se per te belìn. E se per te Genova era, è e sempre sarà, nonostante tutto, “il bel Paese dove il belìn suona”.

IlSecoloXIX   –   24 Settembre 2014

 

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