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LIGURIA COLABRODO

ilsecoloxix-070914Verrebbe quasi voglia, ogni tanto, di fare qualche considerazione generale sulla Liguria, sul suo presente e sulla sua situazione politica. Verrebbe anche voglia di essere un tantino polemici, se non fosse che certa gente delle polemiche se ne strafrega, così come della situazione della Liguria. Intanto sanno benissimo che l’unica cosa che a loro importa, e cioè l’inutile cadreghino ove posare il loro prezioso deretano, è in qualche modo assicurato, comunque vadano le (false) competizioni elettorali. Cediamo alla tentazione, limitandoci semplicemente ad un paio di osservazioni. L’offerta turistica ligure è stata giustamente definita “sbrindellata”: definizione ancora gentile e diplomatica, per una organizzazione turistica che fa acqua da tutti i pori (e non si tratta di acqua di mare…). Se a questo aggiungiamo la proverbiale e ormai grottesca mancanza di cortesia – e talvolta di semplice educazione di base – che troppo spesso si incontra in Liguria, unitamente al fatto che un soggiorno qui costa mediamente il doppio rispetto a quello in una qualsiasi regione concorrente, abbiamo le cifre di un disastro annunciato. E il meteo non c’entra nulla. Cambiamo argomento. La biblioteca universitaria di Genova chiude, e chissà se e quando riaprirà. Così come chiudono le librerie. Niente male per una MOLTO EX capitale europea della cultura! Una città in cui e per cui la parola “cultura” è una parolaccia impronunciabile: se così non fosse e se la città avesse un minimo di dignità, comincerebbe a fare Cultura vera cominciando dalla Storia: quella del suo grande passato, che anziché valorizzare (anche turisticamente!) preferisce nascondere sotto un anonimo e brutto tappeto di seconda mano, come polvere che crea vergogna far vedere all’ospite e visitatore. In tutto questo “bailamme”, quelli che contano che cosa fanno? Quelli a destra spariscono completamente, come fanno sempre. Inutile quindi soffermarsi su chi non esiste. Quelli a sinistra litigano come beghine isteriche, accapigliandosi come forsennati su argomenti dei quali, francamente, non ci potrebbe fregare di meno, sicuri come sono, dopo la grande e ipocrita recita delle primarie, di avere comunque tutti ciò a cui ambiscono: il loro ben pagato posticino, da dove potranno tranquillamente continuare a strafregarsene dei problemi del mondo reale. Tutto coerente. Intanto la Liguria e Genova, culturalmente incapaci non tanto di sfruttare, ma persino di capire il loro vero e preziosissimo petrolio, sono già oltre l’orlo del baratro. Quando raggiungeranno il fondo, ancora lontano ma inevitabile, stante la “cultura” corrente, il tonfo non farà neanche troppo rumore. O meglio, farà un rumore che nessuno ascolterà. Come il battere d’ali di una falena in un deserto.

IlSecoloXIX   –   7 Settembre 2014

 

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